PRESTAZIONI PROFESSIONALI SU ECO-SOSTENIBILITA’ – ESG

La Sostenibilità rappresenta un fondamentale parametro di efficienza etica ed economica per enti privati e pubblici e tutti i più importanti analisti finanziari ritengono che le aziende che saranno conformate sui criteri ESG (Environmental-Social-Governance) saranno quelle di maggiori successo sia reputazionale che di mercato.

Pertanto, gli Studi Professionali che collaborano sotto il brand Legal Union hanno inteso elaborare un Protocollo esclusivo che prevede la suddivisione dei tre Pilasti ESG in varie Categorie, che a loro volta sono state ulteriormente dettagliate in Aspetti micro, che secondo i suddetti Studi sono maggiormente significativi dell’indice di Sostenibilità di ogni singolo ente sia privato che pubblico.

Le varie tipologie di prestazioni professionali sono volte a far sì che l’ente si approcci e applichi i principi di Sostenibilità, secondo le esigenze specifiche dello stesso, in modo che ne possa trarre i maggiori benefici etici ed economici.

Le tipologie principali di prestazioni professionali sono:

  • Redazione di Codice Etico, Redazione MOG D.Lgs. 231/01, Consulenza per Rating di Legalità.
  • Consulenza sui Pilastri ESG e vantaggi della loro applicazione, Due Diligence ambientale e/o ESG.
  • Consulenza continuativa in Social Corporate Responsability.

Si tratta di distinte prestazioni professionali che possono essere acquisite alternativamente ma anche in blocco e sono suscettibili di aggiornamenti annuali.

  1. Il Codice Etico, MOG D.Lgs. 231/01, Consulenza per Rating di Legalità

Il Codice Etico, come si evince dalla parola è la stesura su base volontaria e dunque non in conseguenza di un obbligo di legge di una Carta Costituzionale aziendale (dell’ente) ove sono elencati i principi etici e le regole di condotta virtuosa cui debbono ispirarsi tutti coloro che dirigono, lavorano collaborano ed agiscono a qualsiasi titolo per la Società nella conduzione dell’attività sociale nei confronti del mercato, dei fornitori, dei clienti, delle istituzioni finanziarie ma anche e soprattutto nel rispetto delle esigenze e i diritti della collettività che viene influenzata anche indirettamente dall’attività sociale.

Il  Codice Etico non intende fissare in maniera rigida gli specifici comportamenti che debbono essere responsabilmente adottati di fronte ad ogni situazione imprevista ed imprevedibile si dovesse prospettare in futuro, quanto piuttosto mira ad enunciare una serie di principi etici nonché a codificare le procedure generali di condotta ritenute più idonee ed efficaci per promuovere la Sostenibilità ambientale cui dovranno attenersi tutti i destinatari del Codice Etico durante lo svolgimento delle rispettive attività di competenza senza alcuna esclusione.

Il MOG 231/01 è un modello di organizzazione e gestione che serve agli enti esposti alla contestazione della violazione delle norme citate nel D.Lgs.231/01 per escludere o limitare la propria responsabilità derivante da tale violazione.

Consulenza per Rating di legalità

Assistenza dell’ente per la richiesta del Rating di Legalità all’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), che aumenta la reputazione positiva dell’azienda e consente alla stessa di vedersi riconosciuti i benefici previsti dalla legge nei rapporti con gli Istituti di Credito mediante migliori condizioni di erogazione dei finanziamenti, decreto MEF-MISE 57/2014 e con le Pubbliche Amministrazioni, come l’ottenimento di maggiori punteggi negli appalti pubblici e per i finanziamenti pubblici.

  1. Consulenza sui Pilastri ESG e vantaggi della loro applicazione, Due Diligence ambientale e/o ESG.

Attraverso l’applicazione dei parametri indicativi del Protocollo indicato, utilizzando le informazioni e la documentazione fornite dall’ente, viene messa a disposizione una serie di prestazioni professionali che vanno dall’introdurre l’ente alle tematiche connesse ai pilastri ESG ed accertare il livello di Sostenibilità dello stesso, dalla consulenza e redazione pareri sui vantaggi della loro applicazione, fino ad una due diligence ambientale e/o ESG; attività queste che potranno essere rivalutate ad un anno, anche in ordine al livello di implementazione di Sostenibilità dell’ente.

L’attività degli Studi Professionali che collaborano sotto il brand Legal Union trova il proprio fondamento teorico nella visione aggiornata ed inclusiva dell’azienda non più come mera attività organizzata al fine della produzione o scambio di beni o servizi a scopo di lucro ma bensì come centro di una trasparente rete di relazioni non solo tra il management e gli azionisti ma anche tra la proprietà, le risorse umane, l’ambiente e la comunità non intesa in senso limitativo ed utilitaristico di mercato ma soprattutto come luogo di ricaduta socio-economico-culturale della operatività dell’impresa.

  1. Consulenza continuativa in Corporate Social Responsability.

La Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), in inglese Corporate Social Responsibility (CSR), è l’insieme delle politiche, pratiche e comportamenti adottati dall’impresa a favore della comunità in cui opera oltre che dell’impresa stessa.

Costituisce una forma di responsabilità volontaria che le imprese tendono ad assumere nei confronti dei loro principali interlocutori sociali, i cosiddetti stakeholder: azionisti, i clienti, i dipendenti, i fornitori, la comunità con cui l’organizzazione interagisce.

La Responsabilità Sociale d’Impresa si traduce nell’adozione di una politica aziendale che sappia armonizzare gli obiettivi economici nel lungo periodo con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento, in un’ottica di sostenibilità, ovvero nell’intento di preservare il patrimonio ambientale, sociale e umano per le generazioni attuali e per quelle future.

A fronte della crescente attenzione verso le tematiche della Sostenibilità, dell’esigenza di tutela del lavoro mediante l’adozione di elevatissimi standard di sicurezza e di sanificazione dei luoghi di lavoro, della consapevolezza del legame tra ambiente e salute, si sta affermando una nuova concezione del ruolo dell’impresa nella società moderna, nel senso di un più ampio riconoscimento delle sue responsabilità etiche verso la società in cui opera.

Per questi motivi anche a prescindere dall’eventuale adozione di un Codice Etico ovvero delle attività sopra descritte, è possibile usufruire della presenza a richiesta o continuativa per ogni anno sociale di un Legale, degli Studi Professionali che collaborano sotto il brand Legal Union, dedicato, che svolgerà la funzione di consulenza e di proposizione attiva agli amministratori, ai soci e anche alle altre risorse umane riguardo le più idonee strategie per conseguire il costante adeguamento normativo dell’azienda all’evoluzione delle tematiche di responsabilità sociale, rilasciando ai richiedenti pareri verbali e scritti al riguardo ovvero partecipando alle riunioni del cda o alle assemblee dei soci o ad ogni altro evento aziendale legato al tema della responsabilità sociale d’impresa fino anche ad assistere l’ente nella verifica dei presupposti per ottenere finanziamenti o fondi dedicati, nella stesura di adeguati strumenti di rendicontazione sociale quali, per esempio, la dichiarazione di carattere non finanziario, il bilancio sociale e il bilancio ambientale.

L’attività di consulenza e di proposizione in oggetto potrà estendere il suo raggio anche verso l’adozione, ove possibile, di comportamenti improntati sui dettami dell’economia circolare, in cui lo “scarto” di qualcuno diviene la risorsa da reintegrare nel ciclo produttivo o sui dettami della blue economy che espande il concetto di ciclicità delle materie prime e le relazioni con l’ecosistema acquatico in modo sinergico o infine concretizzando l’impegno sociale anche in attività come sponsorizzazioni di eventi culturali, donazioni di beni di prima necessità o di apparecchiature medicali a ospedali, case di cura  o organizzazioni no-profit, partecipazione a campagne di marketing sociale, viste come un’opportunità a beneficio della collettività che l’azienda può cogliere per migliorare il proprio rapporto con la comunità di appartenenza, al tempo stesso, contribuendo al perseguimento delle proprie finalità economiche (Corporate Social Commitment).

I VANTAGGI ETICI ED ECONOMICI DELLA ECO- SOSTENIBILITA’ – ESG

Numerosi studi condotti negli ultimi anni hanno dimostrato una correlazione virtuosa e diretta tra l’applicazione dei pilastri ESG (Envoriment-Social-Governance) e il benessere economico dell’azienda e di tutti i soggetti portatori di interessi diffusi come gli azionisti, i clienti, i dipendenti, i fornitori, la comunità con cui l’organizzazione interagisce e verso cui l’azienda deve avere un comportamento responsabile (stakeholders).

Come recita l’art. 41 della Costituzione “l’iniziativa economica oltreché libera non deve svolgersi in contrasto con l’utilità sociale”. Pertanto, l’azienda evoluta è consapevole della funzione sociale d’impresa e che al perseguimento del profitto deve accompagnarsi anche l’attenzione per il ruolo sociale che essa svolge nella comunità in cui opera attraverso la soddisfazione delle aspettative di tutti gli stakeholders.  L’attenzione ai rapporti con i vari portatori di interessi sociali diviene dunque una leva strategica per lo sviluppo tenendo conto anche degli equilibri ambientali e sociali, ovvero, bilanciando e rispondendo in modo efficace ed efficiente non solo alle esigenze dei clienti ma anche alle aspettative della collettività e alla tutela dell’ambiente. Comprendere ed applicare i pilastri ESG, che racchiudono al loro interno valori etici e finalità economiche, è fondamentale perché le aziende che operano seguendo i dettami ESG conseguono in primo luogo un plusvalore etico nei confronti del mercato che innalza la reputazione aziendale ed è in grado di promuovere la fidelizzazione dei clienti al brand e quindi di influenzare positivamente le scelte della clientela al momento dell’acquisto in favore dell’azienda sostenibile, gettando le basi  per il consolidamento e l’incremento delle quote di mercato della stessa. Il plusvalore etico costituisce dunque il presupposto logico del secondo plusvalore ovvero quello economico per cui le aziende conformi ai pilastri ESG producono nella stragrande maggioranza dei casi risultati economici migliori in termini di fatturato e di marginalità rispetto alle aziende fuori dal perimetro ESG.

A titolo meramente esemplificativo dei vantaggi economici ottenibili dell’adozione dei pilastri ESG da parte delle entità pubbliche e private, si riporta lo studio del 2011 di Alex Edmans, pubblicato su The Journal of Financial Economics, Edmans, Alex, Does the Stock Market Fully Value Intangibles? Employee Satisfaction and Equity Prices, Journal of Financial Economics 101, che aveva valutato la performance di un portafoglio ponderato per il valore delle 100 migliori società per cui lavorare in America e affermò che le società con una soddisfazione dei dipendenti oltre la media producevano un rendimento molto più positivo, anche sul fronte utili.

L’analisi del 2015 effettuata dalla divisione Asset and Wealth Management di Deutsche Bank, in collaborazione con l’università di Amburgo, ha rilevato il contributo positivo dei pilastri ESG ai risultati finanziari delle imprese nel 62,6% dei casi.

Un’altra analisi del 2015, “From the Stockholder to the Stakeholder: How Sustainability Can Drive Financial Outperformance”, edito da Oxford University e Arabesque Partners, ha concluso che l’80% degli studi analizzati mostra effetti positivi delle pratiche sostenibili prudenti sulla performance dell’investimento.

Secondo l’analisi Morningstar, pubblicata sul Sole 24 Ore nel settembre 2019, le partecipazione dei fondi di private equity in aziende ESG è passato da 435 miliardi di euro nel 2010 a oltre 1.000 miliardi di euro nel 2019.

Da tali studi emerge che la scelta di perseguire obiettivi eco-sostenibili improntati sui pilastri ESG implica dunque innumerevoli vantaggi economici all’azienda in termini di miglioramento della produttività e creatività delle risorse umane, di innovazione e competitività, di accesso ai finanziamenti per la green economy, di incrementare le utilità per gli azionisti e per tutti i portatori di interessi nei confronti dell’azienda nonché infine di maggiore appetibilità da parte degli investitori, i quali già da adesso prediligono prevalentemente acquisire partecipazioni in aziende sostenibili.

Le normative di riferimento principali sono, a titolo meramente indicativo, l’art.3 quater D.Lgs. 152/2006, contenente le Norme in Materia Ambientale, i 17 Obiettivi di sostenibilità adottati con delibera unanime dell’Assemblea delle Nazioni Unite in data 25.09.2015, denominata l’Agenda 2030 per la sviluppo sostenibile, il D.Lgs. 231/01 ed il D.Lgs. 254/16.

Il D.Lgs. 254/16, che ha introdotto per alcuni enti l’obbligo di rendicontazione non finanziaria, ossia la comunicazione in modo corretto e oggettivo degli impatti “non finanziari” della loro attività (spesso indicati con l’acronimo ESG) come, ad esempio, compliance a leggi, regolamenti e a standard anche volontari, l’uso delle risorse  energetiche, distinguendo fra quelle prodotte da fonti rinnovabili e non rinnovabili, le emissioni inquinanti, la corruzione attiva e passiva, le pari opportunità di genere ed i diritti umani, ha previsto che anche soggetti diversi da quelli obbligati possano, in forma volontaria, redigere una dichiarazione di carattere non finanziario, mettendo in rilievo in tal modo l’importanza strategica di un simile strumento per tutte le aziende perché una azienda che effettua la rendicontazione di sostenibilità, questa ed il processo che porta alla sua redazione, sono uno strumento chiave per sottolineare il legame tra prestazioni finanziarie e non finanziarie, per una maggiore comprensione dei rischi e delle opportunità, per la razionalizzazione dei processi, riduzione dei costi e miglioramento dell’efficienza, per evitare di essere implicati in fallimenti ambientali, sociali e di governance pubblicizzati, per attrarre clienti e consumatori poiché è uno strumento efficace per potenziare e orientare la comunicazione nonché per attrarre investitori, sia specializzati che istituzionali, perché permette agli stessi di comprendere il vero valore dell’organizzazione aziendale e le sue risorse ed il processo citato per giungere alla rendicontazione porta le aziende a una migliore comprensione degli impatti in termini di sostenibilità, delle loro ricadute strategiche, dei processi gestionali e produttivi che ne sono coinvolti. Anche le società non obbligate possono apporre, sulla propria Dichiarazione volontaria, la dicitura di “conformità” della stessa, qualora essa sia redatta in rispondenza alle disposizioni e previsioni del decreto.

Infine, non possiamo non ricordare alcune informazioni di estremo interesse per tutte le aziende interessate alle tematiche di sostenibilità ambientale: la nuova Commissione dell’Unione Europea ad ottobre 2019 ha annunciato di puntare a investimenti in sostenibilità ambientale per oltre 1.000 miliardi di euro con l’appoggio della BEI (Banca Europea per gli Investimenti); la legge di Bilancio 2020, L.160/2019, punta anche sugli investimenti eco-sostenibili, con detassazione ambientale, una agevolazione rivolta alle piccole e medie imprese che affrontano un investimento green in energie rinnovabili e impianti a cogenerazione, in macchinari a basso impatto ambientale o per smaltimento dell’amianto e con la costituzione di un fondo per la crescita sostenibile, anche a fondo perduto.

Una azienda che non ricorre a metriche standardizzate sui temi della Sostenibilità ed ESG, ma si avvicina ad essi, analizzando le sue esigenze specifiche e poi li applica, consente alla stessa di ottimizzare le sue performance.